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Plis visit auar cauntri

25 gennaio, 2009

L’altro giorno sono andato al cinema a vedere Italians, film di cui forse vi sarà capitato di vedere il trailer in tv o su youtube, dedicato appunto a noi. Gli Italians.

Tornando a casa riflettendoci mi sono chiesto: ma cos’è l’Italia?

L’Italia la paragono ad un argomento di storia dell’arte che abbiamo fatto qualche mese fa: un paese che contiene tante insule, tante domus e tante ville. Che è la causa di tutto.

Insula= abitazione dei plebei. Al giorno d’oggi è la casa che tutti i cittadini (con un lavoro normale se non anormale) hanno, pagandone tutte le relative spese (gas + luce + ipotetico garage + altro), e che li rende effettivamente poveri. Questo è dovuto al fatto che gli stipendi non bastano per far mantenere una famiglia più una casa, e quindi si diventa automaticamente, anche se magari con qualche spicciolo ancora in mano, plebei. Inoltre, le insule erano fatte in principio in legno, ma con gli incendi (frequenti a Roma) andavano distrutte. E la stessa situazione vi è oggi, ossia i mutui e tutte le spese altissime costringono le povere famiglie a o partire verso l’estero vendendo tutto sperando di trovare una nuova vita, o di vivere per strada o di arrangiarsi in qualche modo lasciando la casa incustodita, ‘in modo che possa prendere fuoco’ lasciandoci dentro tutti i ricordi che contiene. E purtroppo, se si diventa plebeo, è difficile uscirne. Ed è per questo che vorrei dire a chi dice ‘I soldi non sono tutto nella vita!’: luce + gas + spesa + sanità + altre spese, come li pago? Capisco che si può fare qualche taglio a qualcosa che non serve molto, ma così ti levi una parte del tuo fabbisogno. Bisogna purtroppo pensare anche ad i soldi. Il che non vuol dire: ruba, imbroglia o simili, ma studia, sii leale, e fai un lavoro che ti soddisfi sia dal lato emotivo che da quello economico. Ma purtroppo una volta diventato plebeo, c’è chi ci nasce o chi ci diventa, non ci sono speranze per essere soddisfatti in tutte queste due caratteristiche.E guarda caso sempre meno gente studia, e tutti sono sempre più tentati dalla tecnologia ossessiva, dalla droga, dal sesso e dal rendersi così cool, che non c’è da meravigliarsi se si è davvero in un branco di plebei.

Domus= abitazione dei patrizi. È quella che è presente oggi, in confronto all’insula, in minor quantità. È l’abitazione delle persone che lavorano chi meno e chi più di lavoratori normali (plebei) e che ricevono uno stipendio alto, in alcuni casi pure più alto del dovuto. Possono permettersi di comprare la macchinetta al figlio (dai 7.000 € a 16.000 €), di avere tutto firmato e di andare a via del corso con le buste ‘Praga’, ‘Furla’, ‘Armani o ‘Swaroski’. Alcune volte sono pure le persone più avide, che si possono permettere di comandare nel vero senso della parola la colf, che diventa in ambito romano la schiava del padrone. Alcune volte però sono persone normali che ricevono un dovuto stipendio e lo usano come meglio pensano, senza dare fastidio e senza farsi notare. Il problema viene se si hanno figli. In questo caso è dura, perchè nel mare di soldi che si ha i figli verranno fuori viziati. Quindi i genitori se sono bravi e intelligenti non devono far fare ai figli la doccia nelle monetine. Impresa dura, ma allo stesso tempo forse realizzabile.

Villa= abitazione dei più ricchi in assoluto. Eh si, chi aveva i soldi ed era potente si faceva una villa, in campagna, che poteva raggiungere anche i due piani. Al giorno d’oggi è la villa che hanno i riccastri italiani, anzi pardon, le ville hanno i riccastri italiani; perchè sono persone così ricche da poterne avere 2 o più. In questo caso al 90% i possessori sono persone che non si accontentano di niente. All’epoca dei romani però, nella villa c’era spesso anche un campo da coltivare, per poi avere il raccolto fatto da se per sfamare la famiglia e la servitù, o per venderlo e quindi guadagnarci sopra. È proprio qui il punto. Oggi, chi ha una villa (termine riferito ai romani), ha fatto qualcosa per diventare così ricco. Per esempio, alla Ferrari non sono poveri, tantomeno alla Lamborghini, alla Maserati, da Armani, alla Ducati o a qualsiasi casa sportiva italiana di serie A; questo perchè sono ditte importanti che sono famose anche all’estero. Perchè sono queste le cose che ci rendono famosi all’estero. Quelle, come anche la pizza, la musica, la cucina, la storia con i Romani e tutti i monumenti ed edifici che ci sono rimasti, l’arte con Caravaggio, Michelangelo, Leonardo, Botticelli, Giotto e tutti gli altri che ora non mi vengono in mente, la moda… Quindi sono loro, almeno in gran parte, i più ricchi a tenere sotto controllo dell’Italia l’immagine che ci fanno all’estero.

Ma sono anche loro, che la distruggono. Ricchi, hanno anche il potere. Ed in questo caso parlo anche verso i politici, non riescono a gestire il paese. Ed uno dei problemi che dovrebbero risolvere è appunto l’equità nella distribuzione dei soldi. Come ho cercato di dirvi prima se quelli mancano, non molto funziona. Perciò ci dovrebbe essere una stabilità inanzitutto verso questo. Ed in più ci dovrebbero essere leggi, per le quali i cittadini italiani sono obbligati a mantenere certe cose, tra cui il rispetto per il paese, quindi non sporcarlo e danneggiarlo. Perchè siamo in un paese anarchico dove ognuno fa quello che gli pare.

Non ho fatto nessuna critica verso nessuna delle tre classi in cui ho suddiviso il paese, ma sto solo a sottolineare che la differenza tra l’una e l’altra è così diversa, e che il ruolo svolto dall’una e dall’altra è così diversa che dovrebbe essere riparata.

Gli italiani sono il popolo che suona di più di tutti al metal detector.

New York Times

Mumble

25 maggio, 2008

E se vi dicessi che è un quadro?

Stiamo parlando dell’iperrealismo…