Pubblicità invasive

Al giorno d’oggi siamo completamente invasi dalle pubblicità.

Non possiamo nemmeno dire ‘Copri fuoco! rimaniamo a casa che così non ci attaccano!’; No. Televisione, computer, radio, TELEFONO, cellulare… Arrivano pure a bussarti a casa per esporti aspirapolvere che non comprerai mai.

ESTERNAMENTE: se stiamo fuori casa, le pubblicità sono più o meno dappertutto. Se prendiamo la macchina con l’intenzione di farci un giro dentro la città, troviamo già la prima forma di pubblicità. Un inutile volantino incastrato nel tergicristalli, il quale a volte neanche leggiamo perché finisce subito nella spazzatura. Se iniziamo il nostro tour, ecco i primi cartelloni pubblicitari, i primi dei tanti, che ci passano sotto gli occhi. Esclusi quelli riferiti al cinema, gli altri, uno scopo non è che ce l’abbiano. Ormai sono talmente tanti che neanche ci facciamo quasi più caso. Proprio per questo, che hanno deciso mai di fare… Ad accompagnare il nuovo shampoo, il nuovo alcolico o la nuova macchina c’è una bella ragazza, possibilmente il più nuda possibile perché sennò non cattura la nostra attenzione. Praticamente nelle pubblicità c’è quasi sempre una ragazza; ma questo aiuta davvero a incrementare le vendite? Io, penso proprio di non aver mai comprato niente solo perché era pubblicizzato da una alta, mora e ‘maggiorata’.

Ma non vengono pubblicizzati solo prodotti; Anche la politica vuole la sua parte. Cartelloni con le facce di politici tappezzano (spesso abusivamente) le vie cittadine. Ma quel che mi chiedo di più, è: “Diamine, spendono migliaia di euro per farli, perché li fanno? Non hanno uno scopo. La gente (almeno spero) non vota un candidato solo perché ha visto la sua faccia e il suo nome su un pezzo di carta!” E se fosse così, sarebbe davvero preoccupante. Se poi vogliamo andare fuori città, come mi ricordo da una puntata de ‘Le Iene’, ci sono tantissimi cartelloni pubblicitari illegali, che vengono messi e al proprietario del terreno su cui si trovano vengono dati determinate cifre. Roba da non crederci.

Se invece vogliamo passare una giornata al cinema, già prima del film, vengono inserite pubblicità riguardanti, di solito, o ristoranti, o concessionari o prodotti alimentari. Fortuna che si può anche entrare quando iniziano i trailer. Ma come fare un film, e non metterci dentro pubblicità? Se avete notato, in tutti i film dove si vede un computer, questo è della Apple. Come non parlare della Coca Cola poi… Per citarne due.  Nel caso della Coca Cola, se è nella prima parte, ossia quella prima dell’intervallo, per loro è meglio, è più produttiva: la vedi, hai sete, la prendi nell’intervallo.

INTERNAMENTE: se restiamo dentro casa, forse, è pure peggio.

Iniziamo accendendo la TV. Almeno qui in Italia, ogni programma, ogni film, e non tutti ma a volte anche il singolo TG, deve essere interrotto dalla pubblicità.

“A dopo, ora spazio alla pubblicità”

“Pubblicità!”

“A tra poco”

A prescindere da ciò dopo ogni programma, c’è sempre un spazio troppo ampio, a troppe stupide pubblicità. Sono quasi tutte stupide e senza senso, che fanno si che magari quelle poche simpatiche o comunque utili (quelle che presentano eventi, contro fumo e droga…) perdono totalmente il loro senso. Poi naturalmente ogni pubblicità ha dentro sorte di ‘messaggi subliminali’ inventati da queste ditte con i quali cercano di farti attrarre il prodotto; E così, incasinandoci la mente e riempiendoci di suoni e di immagini i grandi uomini fanno i soldi. Complimenti…

Comunque, apparte la televisione, tutte le trovano per pubblicizzare qualcosa. Ecco che stai tranquillo a casa e squilla il telefono. Secondo la legge se vuoi essere chiamato puoi non esserlo. Ma per le grandi ditte ciò non importa. Ti continuano a chiamare ma tanto qui si abbassa sempre la cornetta. Non vedo l’ora che arrivi la persona che le inizia a denunciare tutte, in modo tale da mettere una pietra sopra a questo problema. E questo fenomeno a volte sbarca anche sui cellulari, con messaggi da parte dei gestori telefonici che ti promuovono prodotti o cose varie. Ma il messaggio, nel mio cellulare, è sempre stato subito eliminato. Anche perché occupa memoria!

Ma a volte basta solo uno squillo di campanello a farti allarmare. Il tipo con l’aspirapolvere è sempre dietro la porta. Ma tanto qui nessuno nel palazzo ha mai comprato niente; non capisco perché viene ancora!

Ah, facendo sempre attenzione che non sia un finto venditore che poi ti entra in casa da ladro.

Se invece si fa uso di radio e di computer… Anche lì il fenomeno non manca. Alla radio ha un altro sapore la pubblicità, è più corta, non si vede l’immagine; ma sempre tanta ce n’è. Pure in mezzo alla telecronaca della partita. Di certo ha meno impatto di quella normale, ne sono sicuro. Al computer invece ti basta aprire internet. I banner pubblicitari sono dappertutto. Il tranello c’è sempre. Adesso pure YouTube in alcuni video, per sopravvivere ha messo la pubblicità prima e dopo il filmato.

Siamo in un mondo troppo pubblicizzato…

Troppi soldi sprecati per queste campagne. Le grandi ditte multinazionali però crescono con questo. Con il nostro sfruttamento morale, se così mi permettete di chiamarlo.

Ma la cosa che mi chiedo di più è: ma tutte queste pubblicità, funzionano?

No perché parlando di me stesso, sembra proprio di no.

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3 Risposte to “Pubblicità invasive”

  1. Artemisia Says:

    Ciao Pandoro! Ben trovato! Anch’io, che detesto la pubblicità in tutte le sue forme, mi chiedo spesso se sia efficace. Eppure ci sono fior di esperti di marketing che ci studiano e non sono dei fessi. Quindi penso che funzioni, soprattutto inconsapevolmente. Sai, io quando devo scegliere fra più prodotti di cui non ho informazioni scelgo apposta quello non pubblicizzato ma credo di essere una mosca bianca. Il consumatore medio non ci sta tanto a pensare e automaticamente prende quello più noto.
    Tra i giovani poi (che non sono tutti vispi come te) credo che valga molto l’immagine che quel prodotto evoca. Ma lo saprai meglio di me.
    Come te la passi?

  2. Irnerio Says:

    Sai Pandoro, da quando molti anni fa lessi che gli autori della pubblicità televisiva venivano definiti (o si facevano chiamare) “CREATIVI”, non cè giorno che passa che non mi viene voglia di chiamarli “CRE(A)TINI”.
    Molti anni fa ce n’erano alcuni, oggi i creatini sono la stragrande maggioranza. Si vede che anche le scuole di marketing in cui, come dice Artemisia, studiano, fanno a gara con la scuola pubblica a chi riesce prima a toccare il fondo. Come al mare.

  3. sPunto Says:

    Innanzi tutto un caloroso bentornato al mitico Pandoro.

    Sono convintissimo che la pubblicità agisca in modo inconscio su ogni nostro aspetto della nostra vita… dal comprare un prodotto allo scegliere un candidato.
    Puoi cercare di sfuggire a tale logica… però alla fine qualcosa magari ti sfugge…

    D’altronde, tanto per fare un esempio, se vai al supermercato per prendere una bibita gassata che fai: prendi la “coca cola” o la “ben cola”?

    Ti lascio con un piccolo sPunto: ti sei mai chiesto perchè mettono la musica di sottofondo nei supermercati?? Bhè sembra che ciò distogli i consumatori ed invogli le persone a comprare…

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