La (non)Costituzione – Capitolo 1

Era la lontana ora di diritto di qualche giorno fa, che, leggendo alla fine del libro (di diritto) la Costituzione, mi è venuto in mente di leggere qualche articolo e vedere se erano davvero rispettati. Vi farò vedere che non tutti dei 139 articoli sono oggi rispettati (sia da noi, che da loro).

Ps: gli articoli che esporrò li dividerò in vari post, e non sono ordinati.

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

1,2,3: ahahahahahahahahha! Punto uno: nessuno ha pari dignità sociale. Punto due: nessuno è eguale davanti alla legge, sia se di sesso diverso, di razza di lingua di religione diversa o di opinione politica diversa. Punto tre: di condizione personali e sociali, cari miei, è falso! Perchè chi non si può permettere un’avvocato, in caso di processo, gli viene dato quello dallo Stato. Nettamente sfavorito direi. Poi, dovrebbero pensare anche ad eliminare gli ostacoli ‘viventi’ che limitano l’eguaglianza dei cittadini. E sai quanti ce ne sono…

Art. 9.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

La prima frase, può essere anche vera, ma chi ‘sviluppa’ non viene pagato un’acca. La seconda frase, se vivete in città grandi, o comunque con monumenti potrete vedere come, ne i cittadini rispettano i monumenti (statue, muri etc.) sporcandoli, scrivendoci sopra, lasciando il posto degradato (bottiglia di birra, sporcizia); ne lo Stato che dovrebbe ‘tutelare’ (oh mica lo dico io eh! C’è scritto là!) si impegna a ripulire, tranne in rari casi, ed a fare in modo che non possa succedere più (che ne so, telecamere).

Art. 21.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. […]

Tutti abbiamo diritto di manifestare il nostro pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione? Ogni tanto si, ogni tanto no. Non posso dire no anche perchè sennò non starei qui a scrivere. Però, spesso e volentieri ci viene o vietato di esprimerci (sia dalla scuola dove se dici la tua di sicuro i professori sono sempre contrari e tu sei sempre ‘colui che non ha ragione’, sia al giornalista che non può di certo scrivere quel che vuole. Eppure il 21 prosegue con ‘…La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.’ E mi sembra quindi che non concorda con la realtà). Naturalmente noi cittadini abbiamo restrizioni (che nella Costituzione non scrivono, fregatura!) alla libertà di parola, invece chi è al Parlamento può chiaramente urlare ‘checca squallida’ o ‘vaffanculo pezzo di merda’ mentre mangia mortadella e stappa bottiglie di Champagne. Almeno ci resta (però non si può esprimere!) la libertà di pensiero.

Art. 31.

La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.

Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.

A me, non mi hanno mai ‘dedicato’ nessun istituto… Sarà che non sono famoso?

Art. 32.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Io per la visita medica che ho fatto la settimana scorsa ho pagato il ticket. Ma tutti quei soldi che entrano dalla sanità che fine fanno?

Art. 36.

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.

Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

Questo poi; ma chi l’ha scritto? ‘Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro’… I politici prendono quanto, 12/35 mila euro al mese, lavorando un giorno si e uno no, gli insegnanti lavorano dalle 4 alle 6 ore al giorno e prendono 1.500 euro, quelli che si spaccano il culo a fare gli operai 1.200 euro al mese lavorando anche 10 ore al giorno. Riscrivete un po’ ‘sto articolo va?

To be continued… Alla prossima puntanta, non mancate!

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5 Risposte to “La (non)Costituzione – Capitolo 1”

  1. Marco Says:

    Oh Pandoro, che post impegnativo oggi!!! Fai bene a documentarti, anche se ti devo confessare che a me diritto non piaceva per nulla. Tutte quelle leggi da imparare a memoria, senza alcuno spazio per la creativita`… si’ lo so che e` importante ma io preferivo di gran lunga Italiano, geografia e ovviamente inglese!!!

  2. spunto Says:

    Lodevole iniziativa questa.. anche per comprendere appieno il significato e le basi ideali del nostro paese: beninteso.. ho detto ideali e non pratiche!! Infatti ti sei ben accorto che tra il dire e il fare c’è di mezzo un oceano….
    Penso infine che, a differenza di ciò che dicono correntemente la maggioranza dei politici, la nostra costituzione (una delle migliori che puoi trovare in giro) non deve essere riscritta bensì soltanto applicata.

  3. Artemisia Says:

    La nostra Costituzione è frutto di uno dei momenti più alti del nostro paese (come dice anche Spunto qui sopra, ma non è certo il solo. Quindi va difesa e applicata. Purtroppo non è mai stata applicata interamente ma oggi è ancora più in pericolo.
    Pandoro, sono sincera, trovo le tue riflessioni un po’ troppo “grillesche”.

  4. Lorenzo Says:

    Io lo trovo un bene che siano grillesche.

  5. Irnerio Says:

    Ormai siamo alla commedia dell’assurdo.
    Chi leggesse la nostra Costituzione senza conoscere il nostro Paese, penserebbe di certo che l’Italia sia il Paese più democratico, liberale, civile e giusto del mondo.
    E INVECE…!

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