Ed eccomi tornato dal campo scout. Due settimane passate completamente nel verde, sotto al sole (che davvero ’spaccava le pietre’), senza cellulare e computer e soprattutto in completa autonomia!
Il campo di reparto diciamo che si divide in: montaggio, attività, cucina, hike, e smontaggio. I primi giorni sono dedicati al montaggio: ossia tutte le squadriglie (gruppi di ragazzi/e) montano la sopraelevata, poi la tenda la cucina ed il tavolo con filagne e palanche (forse però risulta troppo difficile capire…). La sopraelevata è una specie di piano rialzato costruito da noi sopra il quale si monta la tenda; il tavolo consiste in due filagne orizzontali dove sedersi e sopra un ‘tavolo’ costruito con tavole di legno, con quello che si trova, e la cucina consiste in bidoni (sostenuti da altre filagne ma è complicato da spiegare…) in cui accendiamo il fuoco e sopra cuciniamo nelle nostre pentole (che chissà perchè diventano sempre nere… Ed è per questo che si fanno i turni di lavaggio, ed ognuno di noi è impegnato anche a lavare le pentole dopo pranzo e cena). Una volta finite le costruzioni (alle quali si aggiunge anche l’issa, un posto dove ogni giorni si ‘issa’ e ‘ammaina’ la bandiera italiana e dell’agesci, associazione di cui faccio parte) si inizia il campo. Continue attività (organizzate tutte da noi -non dai capi-, per questo dicevo in completa autonomia) ci tengono impegnati, e alla sera poi si fa il fuoco cantando tutti insieme mentre qualcuno suona le canzoni alla chitarra. Poi viene l’hike, ossia due giornate in cui i capi ci danno una destinazione a squadriglia e noi dobbiamo andarci, passarci la notte e poi tornare. Penso sia il momento più bello, nel quale c’è anche più autonomia e compattezza. A noi ci avevano avvisato che il nostro hike sarebbe stato diverso dato che doveva essere una sorta di ‘punizione’ in quanto avevamo fatto la Cristoforo Colombo in bicicletta, senza avvertire i capi, eppure è stato il più bello di tutti. Siamo andati a Rieti, dove abbiamo parlato con una ragazza del pronto soccorso che ci ha spiegato alcune tecniche riguardanti il ‘primo soccorso’, e poi siamo andati insieme a Benito (un signore troppo simpatico!), componente della Legambiente a pulire una discarica abusiva. Lì abbiamo trovato di tutto e di più, e c’erano perfino lastre di amianto, ma a quelle ci ha pensato Benito, per noi era meglio non toccarle. Purtroppo questa esperienza è durata poco perchè dopo 40 minuti ha iniziato a piovere e siamo dovuti andare nel nostro rifugio (una chiesa) dove avremo passato la notte. Poi la sera siamo usciti fino a tardi per Rieti e ci siamo divertiti a girare per il centro. Ed in sostanza il campo termina con la fase di smontaggio, dove si smonta tutto, e poi l’ultimo giorno si danno i punti delle varie gare fatte, come per esempio quella di cucina, ma noi non l’abbiamo vinta, anche se il nostro menù comprendeva pennette alla vodka…

6 Agosto, 2008 alle 11:11 am |
Che bravo che sei a tenerti cosi` impegnato durante l’estate! Io quando andavo a scuola non facevo proprio nulla durante l’estate!
Vedrai che queste esperienze ti serviranno tantissimo per disimpegnarti quando crescerai: ci sono persone che si perdono facilmente, che si spaventano se non riconoscono il luogo dove sono, mentre tu sicuramente ti saprai orientare e rimarrai calmo in ogni situazione difficile.
6 Agosto, 2008 alle 2:17 pm |
Per esempio se ‘Bologna dovesse essere sommersa…’
…me la saprei cavare?
6 Agosto, 2008 alle 2:43 pm |
Bravo! Una bella esperienza. Ha ragione Marco. Sono tutte cose che ti serviranno. C’e’ gente (soprattutto maschi) che arriva a 30 anni e non sa farsi nemmeno la valigia da se’. E poi da’ sicurezza sapersela cavare anche nelle difficolta’.
In casa mia ormai ti ho soprannominato “il mio figliolo adottivo”
Ora ti riposi un po’ vero?!?!
6 Agosto, 2008 alle 2:55 pm |
Per il momento si…
Più in la un’altro viaggio…